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La mia "Storia"

La mia storia, pt.1

La mia storia? Ci manca pure questa…!
Beh!
Sí!

Vi racconteró un pó di me, perchè sono sempre stato convinto che un coinvolgimento in qualsiasi avventura debba essere una luce che attira verso di se, quindi bisogna sapere con chi, o cosa, si ha a che fare!

Scriveró quel giusto (penso) occorrente per farmi conoscere (a qualcuno sembrerá scritto noioso e lungo) cercando, infine, di descrivermi: non sará una passeggiata ma vorrei raccontarvi tutti i retroscena che mi hanno portato qui (naturalmente, rivolto a coloro che non mi conoscono).
Divideró il racconto in paragrafi con titolo; raccomando, comunque, a tutti: non siete (sarete) assolutamente obbligati a leggerla! Vorrei veramente soltanto illustrarvi le mie grandi passioni, sebbene io sia fondamentalmente convinto che qualche spunto interessante e simpatico possa incuriosire piú d'un lettore.

Antefatto

Il racconto di queste righe è l'adattamento alla Mia Storia che avevo abbozzato quando, inventando un gioco con le canzoni, mi apprestavo…, …, …! …Sí! …Un gioco…!

Un gioco da tavolo pensato per le canzoni!

Per capire il tutto dovrete pazientare e leggere la favola che, nel tempo, narreró in questa fetta specifica del sito; l'amico Sergio, giorni fa, mi ha consigliato di trasformare questa parte nella Home Page di ESCC/79: ho pensato alla sua idea. Mi sembra, peró, troppo!

Ritengo che il mio ipotetico visitatore entri qui per leggere di musica, non per sorbirsi un romanzo a puntate (senza spot), del quale (diciamocelo francamente) interessa poco o nulla!

«Vi ho sentito…!» …Perchè perdo tempo a scrivere 'sta roba?

Semplicissimo! L'ho già detto: per farvi sapere con chi avete a che fare! Il racconto percorre i momenti piú salienti della mia vita ma legati al mistero Musica: dalla passione per le canzoni, allo stereo; dalla Battaglia delle Note al sito e cosí via!

Come tra le tante riviste di gossip (che di questi tempi vanno a ruba), in queste righe il curioso troverá le risposte alle mie "mattane".

Una sola raccomandazione: armatevi di pazienza, panini vari (lascio la libertá di scelta ai gusti di ognuno), pop corn (formato 10 KG), una (perchè no), due birre, musica di sottofondo e … VIA! Avanti con la lettura!

Premessa

«…Potevamo stupirvi con effetti speciali, ma noi siamo scienza e non fantascienza…»

Giá!

Qualcuno ricorda questo spot TV o meglio, “Carosello (allora i passaggi pubblicitari li chiamavamo cosí)”, che imperversava negli anni '70? Sí: è proprio quella dei televisori “Telefunken”! Televisore Telefunken anni 70

I pubblicitari mi perdoneranno se ho approfittato della loro sortita per introdurre la mia idea?
Mah…! Spero di sí!

Mi rammarico davvero che l'espressione non è frutto della mia fantasia, perchè il motto è rimasto scolpito negli anni.
Ah…! Per inteso…! Io non sono scienza!
Che bello sarebbe se potessi allo stesso modo stupire con una mia “pensata”!

(a destra: un tipico televisore Telefunken, Anni '70).

Peró…! Peró…! Chissá che non riesca davvero a farlo!

Prima di continuare, tuttavia, è fondamentale che io mi presenti a chiunque abbia quel briciolo di pazienza e bontá per seguirmi in questo strano viaggio.

Mi chiamo Paolo e la mia vita è sostanzialmente gitana; del 1960 e primogenito di una comune famiglia operaia emigrata in Piemonte negli anni '50 dal “Triveneto” a cercar maggior fortuna, sono torinese di nascita, con un fratello di una decina d'anni piú giovane.

Trascorsi l'infanzia a Gaminella, una piccola borgata ai piedi della confluenza collinare, alle cui sommità si ergono i paesi, Mombello (comune, dello squarcio monferrino) e Pozzengo. I due paesini, piú nello specifico, fanno sfoggio di sè tra le bellissime colline del Basso Monferrato nei pressi di Casale (logicamente, Monferrato): benchè angoli incantevoli fu, soprattutto per me, un forzato sradicamento dalla cittá natale. Il tutto a causa del trasferimento in provincia di Alessandria del piccolo stabilimento Framar, luogo nel quale mio padre ha lavorato, nella qualifica di verniciatore, fino alla pensione.
Il trasferimento della fabbrica in quei luoghi, ci fece (ovviamente, ma non per tutti) traslocare dalla prima capitale d'Italia.

La separazione da Torino fu, per me, un trauma che superai tra molte difficoltá, sebbene proprio tra quel verde stupendo, vitigni dal profumo inebriante e tramonti incantevoli nelle tinte piú sgargianti, una carissima persona nativa di quelle terre, Remo - divenuto in seguito grande amico di famiglia -, mi aiutó ad affrontare e superare quel momento davvero critico; proprietario di un tipico negozio alimentare di paese, il cordiale Remo, tra quelle mura mi infuse l'ammirazione nei confronti di una natura, a tratti, incontaminata, il profumo dei boschi ed il paesaggio stupendo che, nei limpidi giorni di sole, ammaliava, argentando le vette innevate della catena alpina che faceva vanto di sè e solo pochi pittori avrebbero saputo immortalare.

Una vista del paese di Mombello (a sinistra, una vista panoramica di Mombello Monf.)

Il trascorrere del tempo, lentamente, portava in famiglia un vago ambientamento alle insolite abitudini quotidiane, ma in me Torino era sempre nei pensieri. Nacquero comunque nuove amicizie nel nostro ambito ed io, finalmente, ingranai anche con i coetanei (anche se non molti, in veritá) che imparai a comprendere: la verde campagna e l'ampio spazio davanti a noi ci permetteva (senza troppi pericoli) corse ed escursioni tra le sue bellezze.

suggestiva immagine invernale di Pozzengo, sullo il sfondo Santuario di Crea(a destra, una suggestiva immagine invernale di Pozzengo; sullo sfondo la collina col Santuario di Crea)

Imparai sentiero dopo sentiero ad amare quei paesaggi monferrini, pure nei giorni di nebbia, quando il fitto del suo grigio manto avvolgeva ogni angolo e, l'umido fenomeno atmosferico, copriva di rugiada ogni albero, prato e campo della zona.

Distinsi i campi, prati e tutte le alture dei paraggi, tra le quali il rilievo piú alto, luogo dove si erge il famoso Santuario di Crea, meta di tanti pellegrinaggi: la sua posizione è, ad oggi, incantevole.
Dominando gran parte della piana casalese è un intero percorso tra filari di pioppi, castani e gaggie; mistura di un'elettrizzante profumo di fiori, erba e vino che, i tini delle incalcolabili cantine vissute, esalta la perenne brezza presente regalando a chiunque una vera serenitá d'animo.

una suggestiva immagine delle collina di Crea in un angolo boschivo Panorama invernale su Crea

(due splendide immagini delle collina di Crea; da sinistra: in un angolo boschivo, a seguire, panorama invernale sulla collina di Crea)

Nel versante opposto, invece, una collina gemella e solo di poco piú bassa, apre alla distesa Pianura Padana, rigata dalle curve naturali del nostro Grande Po e pezzata dalle distese risaie delle provincie di Vercelli e Novara e, la sera, quando un limpido cielo stellato, alterando i contorni dell'orizzonte con le sue ombre, si confonde ai colori e alle luci delle cittá i sentimenti si accendono ad un nuovo mondo da sogno.

una panoramica sulla Pianura Padana da Cantavenna

(sopra:una panoramica sulla Pianura Padana da Cantavenna).

Per me, peró, la cosa piú toccante fu quando Remo mi indicó la collina sito della chiesa del paese e dalla quale, nelle limpide giornate di sole, potevo distinguere la corrispondente altura dove fa importanza di sè la Basilica di Superga e, appena piú sotto, la punta con la stella di quella Mole Antonelliana simbolo della cittá nel mio cuore. suggestiva vecchia immagine in b/n della Basilica con la caratteristica dentiera

(a destra: incantevole vecchia immagine in b/n della Basilica; la caratteristica dentiera completa il panorama)

Questo amico di famiglia, quindi, ebbe una parte rilevante nella mia crescita: in questi frangenti afferrai la bellezza della Natura; appresi i sentimenti. Mi fece anche conoscere la musica - con l'arcobaleno, l'emozione piú forte terrena, che scolpí i miei pensieri - quando raccontó le avventure di suo fratello Carlo che, allora, ebbe una parte rilevante tra i cantanti.

Conosciuto con lo pseudonimo di Carlo Pierangeli, cantó molte operette tra i migliori teatri della capitale sabauda e italiani; duettó con altri famosi interpreti, esibendosi pure in brani folkloristici, soprattutto nel suo nativo dialetto piemontese, incidendo un buon numero di dischi coll'allora potente marchio «Cetra», la casa discografica RAI.

Carlo Pierangeli(a sinistra: il cantante Carlo Pierangeli).

Conobbe una buona visibilitá televisiva con la stessa RAI di Torino.

Ascoltai assiduamente i racconti di Remo che, dal canto suo, ebbe in piú una nota di colore intenso nella mia vita: a suon di caramelle e cioccolatini, mi trasmise il Vecchio Cuore Granata nel sangue e nella pelle (i miei sono tifosissimi della sponda opposta a strisce verticali, quindi è possibile immaginare quale quantitá di dolciumi dovette …usare), descrivendomi spesse volte i fatti della tragedia di Superga nel lontano 1949.

(Per una approfondita disanima al cantante, vai su wikipedia).

squadra Grande torino Domenica del Corriere, la tragedia

(da sinistra, la squadra del Grande Torino che perí alle 17:01, nella tragedia del 4/5/1949;
a seguire, la pagina del vecchio settimanale La Domenica del Corriere, sulla tragedia)
.
Foto tratte dal sito direttanews, vai alla Home Page DirettaNews.

Staccati, col crescere, i legami nativi, da piú di trent'anni svolgo il mio incarico di macchinista presso le Ferrovie dello Stato ma, pur se mansione scelta con grande ardore, non vedo l'ora di conquistare la sospirata pensione. Una professione che mi ha portato all'inizio del decennio '80, dopo quattro anni di ferma volontaria nell'esercito, in mezzo a quelle risaie novaresi che ammiravo da bambino a Cantavenna e tra le quali ho vissuto tanti eventi importanti: in particolare il formarmi a mia volta una famiglia.

Il matrimonio con Anna, la successiva nascita di Valentina, nostra figlia e indiscutibile cittadina di Novara, capoluogo nel quale noi tutti abbiamo veramente lasciato molto. A causa di diversi motivi non sempre lieti, nell'autunno del 1998 ci trasferimmo a Genova, terra natia di mia moglie e nostra residenza attuale.

In questo girovagare localitá, con traslochi anche all'interno di ognuna di esse, il lavoro mi ha finora permesso un'esistenza relativamente ordinata, consentendomi di coltivare gli hobby piú sentiti; ferrovia a parte (dedizione raffreddatasi a causa di una assurda rivoluzione), la musica è il piacere piú profondo e senza il quale non riuscirei a vivere. Perennemente dentro di me, con grande rammarico, non ho mai potuto impararla a fondo; l'ho sempre e comunque tenuta cosí vicino al cuore tanto da farla diventare parte di me ed inventare, per essa, la «Battaglia delle Note».

Fine pt.1

© Paolo, 07/06/2011.

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