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Jazz all Folks!

Jazz all folks! Sará il nome di questa rubrica, fatta da semplici appassionati di questa straordinaria arte che è la Musica.

1. Introduzione

La inauguriamo rivolgendoci a chi non conosce o si avvicina titubante a questo tipo di linguaggio musicale, e lo facciamo con lo spirito precipuo del Jazz, vale a dire: l'improvvisazione. Raccontare e proporre al fine di stimolare ed incuriosire con un linguaggio semplice ed accessibile a tutti. Con la famosa tecnica delle “pillole di sapere”, faremo un pó di storia, racconteremo qualche aneddoto ma soprattutto vi consiglieremo qualche buon lavoro da ascoltare.

Buona lettura ma soprattutto buon ascolto!!!

© Mauro, maggio/giugno 2011

Orchestra Jazz Stilizzata

2. Musica «Colta», Musica Musica «Jazz»

La differenza tra musica colta tipicamente europea (classica) e musica jazz col tempo si è notevolmente ridotta, tanto da stimolare interessanti jam session tra musicisti classici e jazz.

Caratteristica principale del jazz è senza dubbio l'improvvisazione che partendo dal tema iniziale, Varia Continuamente nel suo sviluppo.

© Mauro, 24/06/2011

Cover doppio 33 RCA King of Jazz

(foto sopra - abbiate pazienza per la qualitá ma non so fare meglio - mi sono permesso di riassumere le parole di Mauro con la foto di questo doppio 33 RCA del 1963/4: al suo interno un inserto racconta i maggiori rappresentanti del genere).

(Per gli appassionati, si tratta del doppio 33 RCA LPM-60001(2), King of Jazz, con bordo cover in tela grigia e diciture stampate a caldo).

© Mauro, luglio 2011.

3. Le grandi Orchestre dello Swing

Verso la fine degli anni '20 e fino ai '40 si distinguono le big band dirette da musicisti come Benny Goodman, Artie Shaw, Duke Ellington, Count Basie e Glenn Miller.

Il successo di questi complessi allargati consente, da un lato, di mettere in luce molti solisti dotati e, dall'altro, di accompagnare la diffusione di nuovi balli. Il piú celebre di questi balli fu di gran lunga lo Swing (che porta l'accento ritmico sul secondo e sul quarto tempo della battuta) tant'è che, per riferirsi a quel periodo, si parla comunemente di ‘Swing Era’.

le grandi orchestre

(sopra, due espressioni fondamentali delle grandi Orchestre citate).

© Mauro, agosto 2011.

4. Il Bebop

L'avvento della Seconda Guerra Mondiale, pose fine al periodo delle Grandi Orchestre, non solo per le ristrettezze economiche. Gli anni '40, infatti, segnano un momento cruciale nel processo di maturazione del Jazz.

A New York, dalle Jam Session Notturne di una nuova generazione di jazzisti, prende avvio la rivoluzione Bebop: Il termine deriva dal caratteristico suono di due note che ricorrevano nei brani.

(Devo scusarmi col fratellone, in quanto questo mese [ma non si ripeterá, spero] pubblico in ritardo i suoi scritti: scusatemi tutti), (N.d.R.).

© Mauro, settembre 2011.

5. Il Bebop, continua …

Era una musica basata su piccoli complessi che attraverso un approccio libero e ardito ristrutturava completamente l'idea di jazz dal punto di vista, armonico, ritmico, melodico e sonoro.

Furono molti i protagonisti storici di quel periodo. Da Charlie Parker e Dizzy Gillespie, (i due esponenti principali del movimento), a Thelonius Monk, Bud Powell, Fats Navarro, Miles Davis, Charles Mingus, Kenny Clarke, Max Roach, John Coltrane e tanti tanti altri nomi fondamentali che, di lí a poco, entreranno nella mitologia jazzistica.

© Mauro, ottobre 2011.

6. I Dischi “MicroSolco”

foto ep modern jazz gang

(Ben lungi dal 1949, questo Extented [Extended] Play, rende l'idea al paragrafo: si tratta di un'incisione RCA Italiana, del 1960 [mono, naturalmente], catalogazione EPA 30-358, dei “Modern Jazz Gang”).

Nel frattempo, con l'avvento dei dischi a microsolco (1949), i jazzisti hanno la possibilitá di sperimentare nuove soluzioni e trovare formule fresche per esprimere quella loro spontanea creativitá, grazie ai tempi d'incisione piú lunghi.

È da questo momento che il jazz abbandona i favori del pubblico di massa per iniziare un incredibile sviluppo artistico che fará degli anni '50 e '60 un vero periodo dorato.

© Mauro, novembre 2011.

7. Le nuove metriche del Jazz

Vengono battuti sentieri di straordinaria influenza ed importanza come il Cool Jazz (dallo stile melodico e rilassato), il Jazz Modale, (basato sulle scale modali di origine greca, anzichè sulla successione degli accordi) e il Free Jazz (caratterizzato da metriche irregolari e un anti-schematismo di base che rende tutti e perennemente solisti).

© Mauro, gennaio 2012.

8. Il Jazz-Fusion

Attraverso un'altra generazione di straordinari musicisti, il jazz continua a produrre linfa vitale anche nei decenni successivi (Herbie Hancock, Wayne Shorter, Joe Zawinul, Keith Jarreth, Chick Corea, Pat Metheny, ecc.).

Negli anni '70 si diffonde la Fusion (o Jazz-Fusion), un nuovo stile che porta alla contaminazione col Rock e col Funk e all'utilizzo di strumenti elettrici ed elettronici.

© Mauro, febbraio 2012.

9. Conclusione con l'Acid-Jazz

Verso la fine degli anni '80 nasce l'acid jazz, ennesima forma di integrazione tra elementi jazz e vecchi/nuovi stili, che si impongono sulla scena musicale, in particolare hip hop, house e soul.
La sua storia continua e, come ha sempre fatto, si insinua in un modo o nell'altro in qualunque altro tipo di musica.

Una storia meravigliosa! Una storia da raccontare ma soprattutto da ascoltare!

© Mauro, marzo 2012.

Finisce questo mese il nostro “escursus” in pillole sulla “Storia del Jazz”; se qualcuno avrá la pazienza di mettere insieme i pezzi (Pandin?) si troverá una piccola guida.

Continuerá, peró la mia collaborazione, proponendo a voi tutti, appassionati di Musica Vera, ogni mese un album da ascoltare, sperando di farvi cosa gradita.

© Mauro, marzo 2012.

Il mio fratellone (“one”, solo perchè, come ricorderete, è di due mesi piú vecchio del sottoscritto) ci ha elegantemente (da par suo) regalato queste pillole di saggezza musicale che ci raccontano davvero un lungo cammino a, tanti di noi, sconosciuto.

Devo scusarmi anche con lo stesso Mauro per il ritardo sulla pubblicazione dei suoi ultimi articoli, sebbene sia tranquillo che, il mio migliore amico, capisce il grande momento di sconforto che sto attraversando: peró, grazie alla sua presenza (e qui mi scuso pubblicamente con lui e voi) trovo un raggio di sole che, unito alla vostra presenza e al grande potere intrinseco della Musica, mi aiutano anche nel proseguire in questa stupenda avventura in rete!

GRAZIE A TUTTI

Paolo, 20 marzo 2012.

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