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Canzoni finite nel … Grand Canyon

Amici miei; converrete che la canzone, o meglio, le canzoni, canzonette, motivetti vari, ballate e quant'altro, hanno avuto storie realmente diverse e percorso strade, spesso, insperate. Ci sono canzoni, peró, che non hanno avuto seguito: nessun accenno! Incise, magari, nel "lato B" di un povero 45 con successo, a sua volta, poco appariscente.

stupendo panorama sul grand canyon

Ormai mi conoscete ed immagino non vi meraviglierete a questa mia affermazione: non è (sempre) giusto.

Qualsiasi lavoro merita di essere considerato, soprattutto in ambito musicale dove, il dare una melodia (probabilmente non subito che cattura) a frasi è un impegno rilevante, anche nel caso di soli commenti strumentali. In questa rubrica mi piacerebbe considerare (ri-considerare) alcuni tra detti brani, in pratica, totalmente finiti nel dimenticatoio piú totale, oppure tra i profondi crepacci dove nemmeno il nostro eroe “Willy, il Coyote”, riuscirebbe a trovare.

simpaticissimo: willy il coyote

Devo ammettere che la fotografia in alto a sinistra, tratta dal sito notizie.it, vai alla Home Page Notizie, ci regala uno squarcio magnifico del luogo, ma perdersi tra quei massicci, …, …, beh! Credo sia un tocco meno romantico; solo il grande Willy, raffigurato piú sotto a destra in una classica posa da caduta, disegno dal sito rottentomatoes.com, vai alla Home Page Rottmt, riesca imperterrito a non scoraggiarsi (certo che il suo dentista deve essere un vate) e non perdersi tra quei meandri.

disegno di pentagrammaTorniamo, peró, tra le nostre strade (forse) meno tortuose e, in genere, piú lineari, in particolare a quelle musicali; domanda: chi non conosce il bravissimo cantante nostrano, Bobby Solo?

Sí! Lo so! In pochi. Inizio questa mia nuova rubrica proprio con il grande Roberto Satti, pluri-vincitore del Festival di Sanremo e interprete ed autore di moltissime canzoni molte delle quali ci hanno davvero fatto sognare.

C'è una canzone, del suo repertorio, che sembra caduta in quei crepacci perchè assolutamente dimenticata dai piú, tanto che non compare traccia in 33 dell'epoca, raccolte varie e/o riedizioni postume del repertorio dell'artista, se non nel lato B (appunto) del 45 giri Blu è blu: MARRONE.

retro cover singolo blu è bluSu disco RICORDI, SRL 10-336, Marrone (Pallavicini - Mogol) è una west-ballata del 1963 dove un innamorato chiede alla propria innamorata di aprire il cuore alle bellezze della vita, uscendo dalla sua anima di color Marrone.

Ecco un piccolo (ma significativo) passaggio del (per me) bellissimo brano che potrebbe tranquillamente aprire un nuovo programma condotto dall'imperturbabile Federica Sciarelli:
Chi l'ha sentito?.

Al prossimo, …, …, dimenticato! (Psssst! Psssssssst! Avete brani da ricordare? Scrivetemi)!

© Paolo, 25/IV/MMXII

Avete scoperto, o meglio, riscoperto il brano del grande Bobby? Bene! Vi sia, o meno, piaciuto, senz'altro i miei coetanei ricordano un bravissimo jazzista amante della tromba e cosí bravo da ottenere un grandissimo successo “alleggerendo” e orchestrando a modo suo una malinconica apologia militare: IL SILENZIO.

Bravissimi: avete indovinato! Si tratta del monregalese, Celeste Raffaele Rosso, conosciutissimo con lo pseudonimo Nini Rosso. La sua versione della sonata da caserma prima della “nanna” ha fatto il giro del mondo e, da quanto so, nacque casualmente ad un concerto che il bravo e burbero interprete tenne davanti ad una cospicua delegazione di militari di leva: un vero e proprio plebiscito.

Pensate che quel mio zio di cui vi parlai tempo fa, la cui ferma militare si svolse in quel di Aosta (per chi volesse rileggere quei passi, vai all'articolo), ebbe la fortuna di sentir suonare il brano in onore del congedo raggiunto, proprio dallo stesso Nini Rosso, nondimeno la sera antecedente quel giorno che, la maggioranza dei militari di allora, aspettava con ansia dal momento della chiamata alle armi; le parole del saggio zio Gianni le ricordo ancor oggi:
«…da mettere i brividi!».

Qui in questo angolo, peró, non c'è spazio per successi mondiali ma, al contrario, solo favori a brani che, al pari di Marrone, sono sprofondati tra quei monti Nord-Americani. C'è un motivo del popolarissimo trombettista-jazzista che fu, in una seconda stesura del singolo che troneggió tra le Hit Parade di molti Paesi, appunto inciso nel lato B (… e dove altrimenti?) nella nuova stampa del 45, Il Silenzio, intitolato: VIA CARACCIOLO e che, a mio parere, rimase nel piú fulgido anonimato.

foto calciatore andrea caracciolo

No! Non fu un inno dedicato al bravo e popolare attaccante Andrea Caracciolo, (qui raffigurato a sinistra, foto tratta dal sito La Stampa, vai alla Home Page Stampa) oggi in forza al Novara Calcio (immagino giá illuminarsi gli occhi del buon amico Sergio), ma una vera e propria ballata ad una delle piú belle cittá del mondo, culla di tantissime canzoni epocali e ad un suo scorcio di incredibile vitalitá, panoramica sulla via in questione qui a destra presentata grazie ad una foto dal sito Napoli/Caracciolo, vai alla Pagina Napoli.

una vista su via Caracciolo, Napoli

Molti cultori e collezionisti mi vorranno riprendere perchè leggendo a fondo i codici delle facciate, il brano, risulterebbe nel lato A del disco ma bisogna notare che Via Caracciolo apparve timidamente quale retro di un altro singolo:

Del resto, attenzione: questa, la prima versione del 45 Il silenzio:

Infine, la nuova stesura:

Notate nulla di strano? Bravissimi! Il primo e il terzo hanno la stessa marcatura: succedeva spesso in quegli anni. Gli addetti ai lavori non hanno, logicamente (e anche ovviamente, se volgiamo) cambiato i relativi numeri di riconoscimento brani ma la cover non lascia adito a dubbi: Il Silenzio è il brano principale.

A questo punto è giunto il momento di dare risalto alla protagonista, proprio lei: Via Caracciolo.
Giá accennato che è datata 1964, l'autore risponde al nome del maestro Willy Brezza e, se togliamo la sparuta apparizione nel primo disco che vi ho illustrato, io non ho traccia di questo brano in altre incisioni: lascio a voi un'eventuale smentita!

Non resta che omaggiare Via Caracciolo rigustandone ed ascoltandone alcune note: buon ascolto.

retro cover del 45 il silenzio, raffigurante il brano via caracciolo

© Paolo, 27/IV/MMXII

Quando qualcuno nomina il grandissimo complesso I Dik Dik, molti di noi li associamo a canzoni fantastiche del calibro: SENZA LUCE, IL PRIMO GIORNO DI PRIMAVERA, L'ISOLA DI WIGHT, STORIE DI PERIFERIA, IO MI FERMO QUI, VIAGGIO DI UN POETA: quanto potremo andare avanti? Ancora per molto!

Verso la metá degli anni '70, nel 1975 precisamente (dopo una decina d'anni trascorsi sotto le ali di mamma Ricordi), Lallo & C. fondarono un'etichetta propria, dal nome (pensate un po') Dik, dove la lettera “I”, prende la forma del simbolo di percentuale: in parole povere D%K. La simpatica bestiola dal quale, il gruppo, ricava il nome disegnata immersa in un semi nebuloso cielo, aperto da raggi solari, ne costituisce la foggia della stessa etichetta, distribuita dalla casa discografica RiFi Record ma, come avró modo di curare quanto prima, partorendone davvero pochi esemplari.

Ad ogni modo, quegli anni di particolare cambiamento generazionale e musicale, videro scendere leggermente le notorietá dalle grandi ribalte canzonettare dei Dik Dik ma proprio, con quel preciso marchio, riofiorirono alle vaste platee, incidendo la canzone VOLANDO (S. Colombini - G. Sutherland) che altro non era la cover di SAILING, ottimamente portata al successo da un giovane Rod Stewart.

cover 45 volandoOrbene, quand'anche la copertina riportata qui a sinistra, rivanghi in molte memorie sicuramente quel bel successo del gruppo, qualcuno (siate sinceri, peró), ricorda …, …, la canzone incisa sul lato B?

Avessi la certezza di una vostra risposta entro (diciamo) sessanta secondi, attenderei per esaminarne i risultati; pur ammettendo che qualcuno rammenti questo brano, l'impossibilitá di ció mi induce a proseguire in questa mia disamina. Il brano inciso nel retro è un parto di Carlotto - Sbrigo - Salvaderi dal titolo OSSESSIONI e, da quanto ne so, è l'unica presenza di questa canzone tra tutte le incisioni dei bravissimi musicisti e, titolo della qual canzone, non è nemmeno riportato nel retro-cover.

Un'incisione lontana dai melodiosi e canonici Dik Dik: una (quasi) progressive-rock (un tuffo nel passato cocente dell'insuccesso a 33 giri Suite per una donna assolutamente relativa?), ma che a me piace molto, dove la voce diventa quasi uno strumento musicale a servizio della melodia del brano.

Il classico assaggio renderá l'idea; il 45 marchiato, quindi, D%K, ha numero di catalogo DIK-NP 46001, serie numerica (46000) che contraddistinguerá i pochi singoli incisi, è del 1975. I veri collezionisti cultori della materia marcatura, dalla fattura di catalogazione, hanno capito che fu veramente il marchio RiFi Record a distribuire l'etichetta.

Non resta che asoltarsi il refrain di Ossessioni e chi ha buon orecchio, …, …

© Paolo, 16/V/MMXII

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