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Consorzio del Disco: Reazioni

Riflessione e Risposta 1, 23/02/2013

Manlio, musicologo da anni, DJ in radio e WebMaster del sito 45Mania.

…, … comunque, veniamo a noi. Ho letto con grande interesse il tuo articolo. Conosco bene sia gli espositori delle varie fiere (sono ormai alcuni anni che visito annualmente almeno una delle tre edizioni di Vinilmania, nonostante siano necessari circa 700 km e 7/8 ore di treno per raggiungere Milano) ma frequento ancora di piú gli espositori virtuali di E-Bay.

Purtroppo in questi ultimi anni “competenza e onestá” di gran parte di essi lascia molto a desiderare. Cosa che si amplifica se rivolgiamo la nostra attenzione sulle inserzioni di Ebay dove, l'improvvisazione e la piú completa incompetenza dilagano distruggendo, come giustamente dici, quel po' di mercato serio che cerca disperatamente di sopravvivere:
pensa che negli scorsi mesi, sullo stesso Ebay il 45 giri di Corrado, CARLETTO, è stato messo in vendita alla modica cifra di 750,00 Euro.
Al chè non ci ho piú visto: ho scritto all'inserzionista chiedendogli con che criterio avesse valutato il disco e dicendogli che sarebbe stato fortunato se quel disco lo avesse venduto a 5 Euro.
La risposta (in poche parole) è gentilmente stata quella di “farmi i, …, …, c...i miei”! Che ci vuoi fare…, …!

Con queste premesse, un'iniziativa di questo genere, sarebbe come manna dal cielo. Il problema grande è trovare le famose venti persone, coloro che tu hai definito I Grandi 20 che dovrebbero curare un lavoro cosí immenso. Per quanto mi riguarda vorrei tanto avere il tempo di partecipare ma, purtroppo, non ce la faccio proprio: radio, sito e lavoro anzi, meglio mettere le cose per ordine,
Il lavoro, la radio ed il sito,
a mala pena riesco a trovare il tempo per dormire e se non ho ancora divorziato è solo grazie alla famosa pazienza di Giobbe di mia moglie.

Comunque sono disponibile per fornire ogni supporto possibile all'iniziativa.

Un abbraccio e tienimi informato.

Manlio

 

Riflessione e Risposta 2 (parte 1), 23/02/2013

Roberto da Brescia, artista, collezionista, disegnatore, tuttofare (il suo sito lo trovate nel link piú sotto “HP RobixSalvix”).

Ciao Paolo;
ho visto che la cosa da leggere è abbastanza lunga ma non, per fortuna, complessa tanto che mi ha dato l'input per darti giá un commento che pregusto abbastanza prolisso (bella, vero, questa definizione?).

Intanto, hai descritto perfettamente la situazione del “nonnino” che si fa i suoi bei chilometri per portare i suoi dischi a vendere o scambiare.
A tutto ció ti sei, peró, scordato anche di indicare la sua non indifferente spesa (esatto, spesa, non guadagno), consistente nell'economico biglietto d'ingresso alla fiera e di posteggio dell'auto. Guai, poi, a fermarsi oltre il paio d'ore: c'è il rischio di subire pure un piccolo furto volesse mangiarsi un panino e, bada bene, accompagnarlo ad una bottiglietta d'acqua: liscia, naturalmente! Il tutto, pagato con il lauto “ricavo” della vendita di tre/quattro centinaia di dischi (incluso “Renatino e la coscienza”, immancabile 45 del pur bravissimo compianto Renato Rascel presente ovunque!), con conseguente strappo d'ernia discale (non avrebbe potuto ferirsi altrove) del malcapitato che si è fatto, nel frattempo:

…, …, come le raccontiamo noi le storie, …,…, ma chi è Fantozzi al confronto?

Riguardo alle quotazioni dei dischi hai centrato pienamente: bisognerebbe usare anche un po' di logica ma, considerando la nostra italica natura, potrebbe davvero essere utile un faro (come descrivi tu) che diradi (per quanto possibile) la fitta nebbia nella quale molti celano il loro businness.

Dopo aver vissuto anni da semplice collezionista, io stesso, pur mantenendo inalterato l'amore per il vinile, sono stato costretto ad inventarmi una nuova (per me) professione: venditore E-Bay. E, bada bene alle mie parole:
«principalmente per mangiare, essendo da maggio disoccupato a tempo pieno».
Coltivo sempre e comunque l'attesa di svoltare come cantante (…, “seee”! .....! ) o come disegnatore (…, “ri-seee”! .....! Peró, …, …, per non saper nè leggere, nè scrivere, io, l'invito a venirmi a trovare ve lo faccio, HP Robix Salvix) ma, al momento, l’unica attivitá che mi resta è raggranellare un accettabile stipendio in rete. Chiaramente, prima di sobbarcarmi il costo di un'inserzione vado a tastare con cura il mercato sul come viaggia il tal pezzo che vorrei vendere. Ovvio: se, ipoteticamente, un 45 giri è già presente in quantità massiccia, diciamo, …, …, poco piú (o meno) di trentadue esemplari (considerando, a titolo d’esempio, e-bay, naturalmente), va da sè che la possibilitá di venderlo scema quasi completamente, a meno di non indicare un prezzo inferiore rispetto a quello piú economico. Ad ogni modo, la certezza commerciale è tutt'altro che assicurata, anche (quasi) regalandolo.

A prescindere dall'interesse che potrebbe (non?) avere il tale 45 giri - considerandolo non infimo - il problema è che: ALT!
«Cosí uccidiamo il mercato»!

Come hai scritto tu, le pubblicazioni specializzate, spesso (molto spesso, spessissimo, molto spessissimo), prendono fischi per fiaschi, con quotazioni veramente ridicole: quando un disco, ri-ipotizziamo quello di cui ho parlato su, è dato, che so, …, …, poniamo a 10€ in condizioni Mint, dovrebbe quantomeno non essere spacciato a un prezzo maggiore.
Italianamente ragionando, al contrario, capita (ancora) TROPPO SPESSO di vedere dischi che trovi anche al mercato del pesce, dal ciabattino come portacenere, (consideriamo un cantante a caso? Ok! Celentano) e a qualsiasi supermercato in regalo comprando 2 etti di mortadella, con cifre che oscillano tra i 6€ e i 39,47€ (spassosi quelli che fanno il prezzo spaccando il centesimo!), quando giá tra gli annunci e-bay ne son presenti ogni giorno almeno 15-20 esemplari; e, ri-bada bene, nel momento in cui, ad ogni mercatino, QUALSIASI VENDITORE che possieda anche una piccola scatola di scarpe piena di dischi, nel lotto ha dentro sempre un Adriano Celentano, talvolta, anche in piú esemplari dello stesso ed impareggiabile disco.

E qui, nasce l'imbarazzante e classica scenetta nel momento in cui ti rivolgi allo “scatolante”.
Ovvio; chiedi il prezzo!
E ottieni sempre la seguente risposta:

«Dipende! Ci son dentro cose comuni ma anche “cose selezionate”, del tipo Celentano e i Beatles. Quelli di Celentano, sono 10€ l'uno, quelli dei Beatles “qualcosina-di-piú».

Naturale, la tua risposta:
«Qualcosina? …, …! Qualcosina, …, Quanto?».

In attesa della nuova sentenza, incuriosito da quel benessere di “cose selezionate”, guardi i dischi, scoprendo che, il disco piú quotato di Adriano tra i presenti è il 45 intitolato, “Chi non lavora non fá l'amore”, il cui vinile fa pena e la copertina è irrobustita da almeno 200 grammi di carta-nastro, di quello per imbianchini (quando non si tratta addirittura dello scotch avana largo 5 cm!) o, ancor piú coreografico, di nastro isolante rosso da elettricista, che quando finisce il rotolino diventa giallo limone.

Mah! Pensi, ...! Controlliamo i Beatles, visto che per “qualcosina in piú”, se malauguratamente dovesse esserci il “giallo limone” (non lo scotch, il disco, intendo) ne potrebbe valere la pena. Macchè! “Ob-La-Dí Ob-La-Dá”, con le facce dei Beatles in copertina immancabilmente deturpate da baffi e denti neri, fatti dei bei “lampostil Carioca”, ulteriormente annacquati dal recente acquazzone che ha pure sbavato i deliziosi disegnini a pennarello di cotanto artista aggiuntivo (per tacer delle firme fatte con la “Grinta PaperMate” verdone, larghe almeno 17 centimetri. “Alberto Marinetti. Questo disco è mio”).

Però tra queste delizie, il bello devi ancora trovarlo: infatti, ci son dentro anche dei dischi nuovi, immacolati. Ecco alcuni titoli:

E quell'altro, come si intitola? Ah!

Altro esempio; ci sono coloro che versano e travasano per terra (naturalmente) un intero scatolone di dischi da quattro quintali, obbligandoti a rovistare tra dolori di schiena e anchilosamento di rotule. Dischi trattati talmente in malo modo che se per caso riesci a pescare l'en-plein (disco buono, la sua copertina originale, prima di tutto e anch'essa in buono stato) magari lo puoi pagare 50 centesimi, ma si tratta SEMPRE di uno dei titoli di cui sopra.
Se disgraziatamente ti salta tra le mani un bell'Elvis Presley, datato 1957, etichetta RCA Italiana, …, beh…, o ha uno spacco del vinile largo quanto il foro centrale, oppure è ondulato tipo “patatina chips”, poichè è l'unico rimasto ai raggi diretti del sole!

Torniamo a quello che sostieni nell'articolo CICoM a riguardo degli abbagli sulle riviste specializzate.
Ogni mese controllo (come e dove posso) discografie e quotazioni. Beh, un giorno ho notato un 45, per la precisione un E.P. (extended play, per i meno afferrati, un 45 giri a quattro canzoni) del maestro Carlo Rustichelli, singolo tratto dalla colonna sonora del film, “Il Ferroviere”, disco su Etichetta Music!

Son quasi caduto dal ces…, ehm, ehm, (pardon) water (water si potrà scrivere?) dall'emozione (ebbene sí: anch'io ho l'edicola al nr. 100!): quotazione dichiarata, 300€!!! Definito come:
una delle piú introvabili colonne sonore italiane della storia”.
Benissimo (m'illudevo)! Infatti, giá mi fregavo le mani! Emozionato; sai perchè? Perchè io ne avevo in casa, …, …, due (e dico 2) copie! Mezzo stipendio!
Ora, a rigor di logica, per quotare cosí tanto un disco bisogna che ci siano gli elementi principali:

Esempio banalissimo? Il primo EP Music di Adriano (poi parleremo anche dei mezzi infarti che prendo ogni qualvolta trovo nei “mucchi” qualche 45 Music che fa capolino, …, per scoprire che è irrimediabilmente di Tony Dallara e i Campioni)!

Come sai bene, difficilmente mi libero dei miei dischi (parliamo del Totem? …, …, loro non sanno che è la tua croce e delizia e, magari, un giorno la raccontiamo?); ad ogni modo, valutata la precaria condizione economica, mi sono punito ed ho messo in vendita uno dei due EP in questione: non in una sola circostanza, almeno una decina di volte, partendo, per curiositá, dai 300€ come da quotazione, per poi scendere pian piano.
Lasciando perdere il fatto che rimaneva puntualmente invenduto, il punto è questo: l'inserzione era visitata al massimo da due/tre persone per tutti i 10 giorni di durata dell'asta. Anche un bambino capirebbe che non c'era questo incredibile interesse, almeno, per il citato ed introvabile disco.

Morale della favola? Lasciando sir Lancillotto, Re Artú e i Cavalieri della Tavola Rotonda a pranzo con i crackers Gran Pavesi, l'ho dovuto svendere (e dico svendere) alla bellezza di, udite, udite, ben (mi vergogno a dirlo, opppss! Scriverlo) 16€. Senza alcun rilancio: offerta unica.
Per venderlo alla chimerica cifra ipotizzata dalla quotata rivista, …, …, avrei dovuto aggiungere in omaggio un televisore Led 42 pollici con ingresso HDMI e decoder Mediaset Premium incluso!

Questo come vedi, il quadro generale del collezionismo: se poi vai a curiosare tra mercatini/fiere/inserzioni varie e scopri che il 45 giri di tal Rocco Reitano, sigla del cartone animato-vattelapesca, è stato venduto a 1.200€ ed inoltre, per accaparrarselo, si sono scannati in quaranta rilanci, …, lì, in quel caso, ti mangi i gomiti. Ed anche questa volta, …, immagini il perchè?
Perchè, appena due settimane prima, il venditore di cui sopra - quello del nastro isolante col 45 giri intorno - ne aveva due copie immacolate (!) e le hai lasciate tranquillamente dov'erano, sicuro del fatto:
«…, tanto chi se lo fila Rocco Reitano? È il solito ragazzino di 12 anni a cui han fatto fare il quarantacinquegirino, …»: alla faccia!
E giú! Altri due stipendi mancati…!

Ben venga, quindi, un qualcosa, anche sotto forma di consorzio, facile da consultare (via internet, ormai, raggiungibile da qualsiasi luogo ma anche telefonicamente alla pari di un call center), trovare, riconosciuto e di serietá provata, che dia il giusto valore ad ogni oggetto: dal Rocco Reitano alle Campane di Oropa; da Adriano Celentano a I Fuggiaschi (ogni riferimento a dischi o complessi è, …, …, puramente casualmente voluto).

Roberto, (to be continued), end part one!

Riflessione e Risposta 3, 23/02/2013

Claudio Kinks Scarpa, musicologo, collezionista, vate per ogni appassionato di note e righi.

Carissimo, ho dato un'occhiata di 10 minuti, ti assicuro che proprio non dispongo del tempo necessario per leggere tutto. Mi pare di capire, comunque, che abbiamo idee in comune…

Non mi pare tu sia abbonato a “Nuovo Ciao Amici”, ma proprio sul numero 1 c'è un mio articolo di due fitte pagine intitolato:

Dal pionierismo del disco da collezione agli esperti dilettanti della New Wave, …

…, che è il preciso racconto di cosa è accaduto dalla fine degli anni '70 (primi '80), ad oggi, …

Riflessione e Risposta 4, 5/03/2013

Matteo, Bergamo. Esterno all'ambiente e al collezionismo musicale.

…, …, ho letto l'articolo del CICoM di cui mi hai parlato nella tua ultima mail e mi è sembrato un progetto interessante, sebbene le difficoltá oggettive per realizzarlo siano molteplici (credo sia molto difficile cambiare uno “stile di vita” cosí radicato nel mercato discografico, a maggior ragione, se vai a toccare l'aspetto economico della cosa).

Ad ogni modo penso che, a differenza di quello che esponi nel tuo articolo (dicendo di non voler essere un membro della commissione CICoM), debba essere tu per primo ad adottare questo metodo di valutazione per i tuoi acquisti (o per le tue vendite), cercando di esporlo a quante piú persone possibili: potresti trovare qualcuno in grado di supportarti e che, a sua volta, possa diffondere il tuo metodo presso altre persone.

Tornando poi al tuo articolo, nel caso dovessi trovare diffidenza o ostruzionismo:

«…, non ti curar di loro ma guarda e passa!».

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